mercoledì 4 giugno 2014

Presentazione: IMMAGINARIO DELLA COPPOLA STORTA di Filippo Di Forti (Roma, Lunedì 9 giugno 2014, alle ore 17:00)




Lunedì 9 giugno 2014, alle ore 17:00

presso la Casa delle Letterature
Piazza dell'Orologio n. 3
ROMA




Franco Ferrarotti e Marcelle Padovani


presentano il libro di Filippo Di Forti


IMMAGINARIO DELLA COPPOLA STORTA

Approccio psicoanalitico alla mafia



(Edizioni Solfanelli)



Interverranno l'Autore, Mario Sammarone e l'editore Marco Solfanelli

Scheda del libro:

La mafia è oscenità del potere, rifiuto del cambiamento e ha un viscerale rapporto con il territorio. Negazione del padre, sacralizzazione dell'immagine materna, mammasantissima, si struttura in una famiglia governata da un matriarcato perverso nella coesione tra fratelli per cui è nota anche come "fratellanza". Ribelle, conformista, fustigatore di costumi e, a un tempo, spacciatore di droga violento, feroce killer. Per il mafioso non ci sono spazi per i sentimenti, sostiene che per vivere ci vuole fegato. Le radici della mafia discoprono un immaginario della coppola storta, che rinasce sempre di nuovo da Maranzano a Matteo Messina Denaro.


Filippo Di Forti
IMMAGINARIO DELLA COPPOLA STORTA
Approccio psicoanalitico alla mafia 

Presentazione di Franco Ferrarotti
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-852-6]
Pagg. 176 - Euro 13,00

http://www.edizionisolfanelli.it/immaginariodellacoppola.htm

mercoledì 28 maggio 2014

Novità: LA REGINA MAB di Percy Bysshe Shelley (Edizioni Solfanelli)

Percy Bysshe Shelley
LA REGINA MAB
a cura di Maria Laura Capobianco
Edizioni Solfanelli



Percy Bysshe Shelley, oggi celebre soprattutto per le odi e i lunghi poemi composti nella troppo breve maturità della sua vita, negli anni fra il 1811 e il 1814 era noto nel Regno Unito come un rivoluzionario inarrestabile. Espulso da Oxford e ripudiato per le sue dichiarazioni atee, uno Shelley non ancora ventenne intraprese un vagabondaggio per l’Irlanda e il Galles, dove fu testimone dello sconcertante dislivello sociale. Questo bastò ad infiammare il suo animo, spingendolo a comporre il primo dei suoi poemi, La Regina Mab.
     La regina delle fate di shakespeariana memoria compare sulla Terra per prendere con sé lo spirito di una fanciulla addormentata, Ianthe, al fine di mostrarle le tre epoche dell’umanità: il passato, il presente e il futuro. Le epoche passate e presenti traboccano di follia, sconvolte dagli istinti brutali e dalle guerre fratricide reiterate dall’uomo, oltre che dall’opportunismo spietato dei governanti e dalla cecità religiosa. Ma le dolci visioni del futuro confortano Ianthe: l’uomo apprenderà gradualmente a coltivare i doni innati del raziocinio, della fratellanza e della virtù, e creerà sulla Terra quella “realtà del Paradiso” cui il pianeta è destinato.
     Scritto nella vulcanicità della sua gioventù, sotto l’influsso della dottrina della perfettibilità di William Godwin, La Regina Mab subì dure critiche da parte degli ambienti conservatori; ma anche per questo finì per rappresentare il manifesto poetico di tutte quelle teorie rivoluzionarie ancora acerbe nel pensiero di Shelley, ma destinate a dare i loro frutti più perfetti negli anni successivi. Suddivisa in nove canti in versi liberi, con un apparato di diciassette lunghe note, La Regina Mab ebbe un tale successo fra la working-class inglese da essere considerata la “Bibbia del Cartismo”, il movimento sociale basato sulla People’s Charter. Con questa traduzione, la prima e più dirompente opera di Percy Shelley viene resa oggi disponibile ai lettori italiani.


Percy Bysshe Shelley
LA REGINA MAB
a cura di Maria Laura Capobianco
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-865-6]
Pagg. 168 - € 13,00


http://www.edizionisolfanelli.it/lareginamab.htm

martedì 6 maggio 2014

Novità: M.S.I. E TERRORISMO NERO di Ivan Buttignon e Mattia Zenoni (Edizioni Solfanelli)

Ivan Buttignon e Mattia Zenoni
M.S.I. E TERRORISMO NERO
tra verità e montature
I collateralismi tra il partito neofascista
e le organizzazioni armate di estrema destra
Edizioni Solfanelli



Movimento Sociale Italiano e gruppi terroristici di matrice neofascista. Politicamente, amici o nemici? Convergenti o divergenti? Collaterali o scollegati? Le versioni sono duplici e spesso strumentalizzate. Da una parte l’antifascismo militante pretende di spacciare i missini per eversivi e il terrorismo nero come una costola del loro partito. Dall’altra la destra neo- ex- post- fascista che respinge ogni accusa e ribatte con il solito adagio: “noi dell’Msi non conoscevamo nessuno dei terroristi di estrema destra”.
Dove sta la verità? Dove si infrangono le accuse antifasciste e dove si confuta l’innocentismo missino? Due ottimi spunti sociologici di Ernst Nolte permettono di capire il fenomeno del presunto collateralismo Msi-eversione nera: il fascismo come l’altra faccia della medaglia del marxismo e il fascismo come contenitore solidale tra le diverse componenti. Questo contenitore solidale ben funziona negli anni di piombo, quando i neofascisti si aiutano reciprocamente e ogni organizzazione “nera” accoglie fuoriusciti di altre omologhe ma dagli obiettivi, strategie e ispirazione — atlantista, anarchica, autoritaria, totalitaria… — diverse.
Il libro procede con l’analisi di alcuni dei più importanti movimenti terroristici neri; indaga sulle loro stragi; riflette sulla politica del Movimento Sociale Italiano dalla sua nascita fino al celebre traghettamento di Fiuggi; incontra le personalità missine più importanti che incarnano le diverse anime. Considerando queste e altre logiche e informazioni (alcune sono inedite e provengono da interviste esclusive a Stefano Delle Chiaie e ai fondatori di Democrazia Nazionale on. Renzo de’ Vidovich e Giovanni Guarini), il saggio verifica l’eventuale coinvolgimento del partito di estrema destra rispetto alle stragi compiute (forse) dai movimenti terroristici politicamente contigui. Causa la segretezza, la pagina è ancora piuttosto buia. Tuttavia, le importanti rivelazioni e i ragionamenti proposto dal libro accendono qualche scintilla.



Ivan Buttignon insegna Comunicazione politica e Storia contemporanea all’Università degli Studi di Trieste. Conduce trasmissioni televisive dedicate alla politica, collabora stabilmente con “Il Fondo quotidiano”, con “Totalità”, con il sito di formazione personale “piuchepuoi.it” in cui si occupa di comunicazione efficace, fa il ghost writer e il formatore politico. Scrive di politologia: sia monografie ("Compagno duce. Fatti, personaggi, idee e contraddizioni del fascismo di sinistra", Milano 2010; "Il verde e il nero. Maccari, Malaparte, Soffici: i fascisti che anticiparono l’ambientalismo", Milano, 2011; "Gli spettri di Mussolini. La storia del fascismo raccontata attraverso i suoi simboli", Milano, 2012) che saggi scientifici.

Mattia Zenoni, classe 1988, nato a Seriate (BG), residente ad Albano Sant’Alessandro (BG), dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste, dove ha ricoperto il ruolo di Responsabile del C.U.S. Trieste. Eletto nel 2007 a diciannove anni (il più giovane della regione Lombardia in quell’anno) Consigliere comunale con la lista “Lega Nord - Valori e Famiglia” nel Comune di Albano Sant’Alessandro, con delega all’ecologia e ai rapporti con le Forze dell’Ordine. Da anni studioso delle subculture della destra extraparlamentare.


Ivan Buttignon e Mattia Zenoni
M.S.I. E TERRORISMO NERO
tra verità e montature
I collateralismi tra il partito neofascista
e le organizzazioni armate di estrema destra
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-861-8]
Pagg. 192 - € 14,00

http://www.edizionisolfanelli.it/msieterrorismonero.htm


lunedì 14 aprile 2014

EUROPA SENZA STATUALITÀ di Francesco Petrillo (Edizioni Solfanelli)

Il volume è costruito sul rapporto tra studi dell’Autore pubblicati negli anni Novanta del secolo scorso, che preconizzavano quanto sarebbe accaduto in seguito e le attuali vicende concernenti la crisi politica, prima ancora che economica, dell’Europa unita. E dà conto di quanto le questioni economiche abbiano finito per fare trascurare la quantità di cemento necessaria a reggere i pilastri fondamentali, non fissati adeguatamente e a tempo debito, di una possibile unione europea.
Emerge, dall’ordito della trattazione, come, negli ultimi venti anni, le tematiche trattate dagli studiosi di cose giuridiche e politiche abbiano finito per non destare interesse e per non incidere sulle dinamiche teorico-pratiche dell'Unità europea, da un lato perché surclassate dalla prevalenza che si è dovuto — ma soprattutto voluto — dare alle relazioni economico-finanziarie tra gli Stati dell'unione, da un altro lato perché la stessa prassi politico-giuridica si è gradatamente sempre più fatta da parte rispetto all’intervento nel decision-making tra gli Stati europei e non solo.

All’interno delle trame di argomentazione affiora comunque lo spiraglio di soluzioni politologiche possibili per la ricostruzione di un tessuto comune europeo. Tra queste rileva quella di una più adeguata prospettazione teorica della questione dei diritti fondamentali dell’individuo, non solo dal punto di vista della loro giustiziabilità dinanzi alle Corti internazionali, quanto dal punto di vista di un approfondimento continuo della loro natura sostanziale e del loro fondamento, nel solco di una tradizione teorica cattolico-cristiana, anche se non “politicamente corretta”, qual è, per esempio, quella dell’“eretico” e beato Antonio Rosmini. Quest’ultima, infatti, ha costantemente attraversato le fasi storico-concettuali e concettuali-storiche di costruzione della casa comune europea. Può permettere di individuare le forme di salvaguardia democratica anche in un’Europa ancora senza statualità. Può partire dal tessuto concettuale connettivo di quei Paesi europei, forti di un vissuto caratterizzato dalla necessità di strutturare nuove e più adeguate istanze democratiche di partecipazione, anche e specie tra individui residenti sul territorio europeo e entità giuridico-politico-finanziarie che, ai diritti — e alla tutela di questi ultimi — dai primi rivendicati, contrappongano obblighi spesso difficili da intendere dal punto di vista politico, sociale e della cittadinanza.
Completa il volume, in appendice, l’intervento di un giurista latino-americano, sviluppato a partire dalla lettura di alcuni dei saggi di Petrillo, riportati nel libro. Il saggio di Carmine Romaniello, volutamente conservato nella lingua di origine, mostra al lettore italiano, quanto il problema europeo, dal punto di vista giuridico e politologico, prima ancora che politico, vada posto all’interno di una dimensione globale.


 

giovedì 20 marzo 2014

Presentazione: LA SPIRALE DI GABELENTZ di Lucio D’Arcangelo (ROMA, Martedì 25 Marzo 2014 - ore 17:00)

CASA DELLE LETTERATURE
COMUNE DI ROMA


Massimo Arcangeli, Vito Moretti e Rolando D’Alonzo

presentano il libro di Lucio D’Arcangelo

LA SPIRALE DI GABELENTZ

Morfologia e tipologia delle lingue

Edizioni Solfanelli


Intervengono: Mario Sammarone e Marco Solfanelli

Sarà presente l’Autore


ROMA
Martedì 25 Marzo 2014  ore 17:00
Casa delle Letterature
Piazza dell’Orologio n. 3






Scheda del libro

Si è parlato spesso, specie nei media, della presunta “rivoluzione” chomskyana, ma la vera rivoluzione, cominciata negli anni ’70, sta nell’ampliamento planetario dell’orizzonte scientifico con lo studio di lingue fino a quel momento sconosciute come quelle aborigene dell’Australia e l’esplorazione, tuttora in corso, di territori sotto questo profilo ancora vergini come la Nuova Guinea e il Sudamerica tropicale: un fatto mai avvenuto in proporzioni così estensive, che ha prodotto un terremoto delle conoscenze devastante per tutte le teorie che si sono succedute nell’ultimo cinquantennio.
A questo mutamento epocale non hanno certo contribuito i linguisti “da tavolino”, ma quei ricercatori che, bagagli alla mano, sono andati sul posto e come i vecchi “viaggiatori” ci hanno edotto della straordinaria ricchezza linguistica del pianeta, ragguagliandoci sulle lingue più disparate e singolari : una ricchezza che non è completamente naturale né completamente culturale e fa del linguaggio, un “oggetto di terza specie”, il più complesso di tutti, rivelatosi irriducibile alle aspettative teoriche anche più modeste.
Rivolgendo la propria attenzione alla morfologia, una delle dimensioni più osservabili del linguaggio, questo libro intende misurarsi con quello che Dell Hymes chiamò un “fenomeno vitale manifesto”, oggi apparso in tutta la sua portata: la radicale diversità delle lingue, che certe teorie diventate popolari vorrebbero negare, trincerandosi dietro espressioni oscure (“struttura profonda”) ed idee antiquate (“grammatica universale”).
Le regolarità che si possono osservare in un universo così cangiante e imprevedibile sono sempre parziali ( il più delle volte aerali) e comunque relative. Correlarle è ancora più difficile e, come scrive Max Plank, “questo crea un enorme potenziale di eterogeneità nella diversità delle lingue, che, se si realizzasse pienamente, renderebbe la tipologia morfologica impraticabile”.
Perciò oggi si va affermando nella linguistica la tendenza a rigettare le gabbie teoriche, di qualunque natura esse siano, ed ancor più gli apriori dottrinari, nella persuasione che le lingue vanno studiate senza paraocchi e, quanto più possibile, iuxta propria principia.


Lucio D'Arcangelo
LA SPIRALE DI GABELENTZ
Morfologia e tipologia delle lingue 
[ISBN-978-88-7497-773-4]
Pag. 120 - € 10,00

http://www.edizionisolfanelli.it/laspiraledigabelentz.htm

lunedì 10 marzo 2014

Presentazione: I GEMELLI DI CAERE di Fabrizio Cordoano (Pescara, Domenica 16 marzo 2014, ore 19:00)


Domenica 16 marzo 2014, alle ore 19:00

presso il LIDO 186
Viale Primo Vere n. 51
di PESCARA

presentazione del primo romanzo del ciclo "Anime etrusche"

di FABRIZIO CORDANO 

I GEMELLI DI CAERE

Edizioni Solfanelli

Presenteranno PAOLO CARRETTA e MARIO SAMMARONE






La maschera con il volto adirato del dio Tinia copre le sembianze di un intruso che spaccia le proprie perversioni per volere divino.
Lamine d’oro, che recano incisa una dedica alla dea Uni per il dono di due figli gemelli, emergono inaspettatamente dai bauli di un tesoro trafugato, ricco di manufatti di pregio.
L’amore dei giovani Athe e Laerthe nasce e cresce all’ombra della necropoli di Caere, ma la fortuna del ragazzo raggiunge il proprio apice nello stesso istante in cui il suo astro si spegne. 
Arte e storia, luoghi fantastici e leggendari, amore e odio, vendetta e onore, storia Etrusca e Romana si rincorrono lungo tutto il romanzo, la cui trama trae ispirazione dalla splendida “Tomba dei rilievi” (IV sec. a.C.) della necropoli etrusca della Banditaccia a Cerveteri, realmente appartenuta alla famiglia dei Matunas.


Fabrizio Cordoano
I GEMELLI DI CAERE
Ciclo Anime Etrusche
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-847-2]
Pagg. 176 - € 13,00

http://www.edizionisolfanelli.it/igemellidicaere.htm

lunedì 3 marzo 2014

UN ANGOLO DI PURGATORIO, il romanzo di Giuseppe Magnarapa ispirato ai "fatti di Cogne".

Premessa

Prima che eventuali lettori decidano di esplorare il mio Un angolo di Purgatorio, lasciatemi chiarire un paio di cose.
Se, com’è inequivocabile, questo romanzo si ispira al caso di Cogne, non per questo si propone di darne spiegazione.
Accade spesso che i romanzi si ispirino a fatti realmente accaduti, soprattutto quando è controverso il modo in cui essi si sono svolti, ma lo scrittore che li esplora attraverso l’ottica della sua immaginazione non pretende di dar loro chiarimento: li trasfigura semplicemente, attraverso una narrazione che scaturisce dal confronto tra il suo mondo interiore e le riflessioni evocate dall’evento. E poiché è innegabile che i fatti di Cogne abbiano rappresentato una fonte inesauribile di stimoli intellettivi ed emotivi, ne deriva che ciascuno di noi ha reagito secondo il suo stile, in base, cioè, al modello di funzionamento della propria struttura psichica. Alcuni, cercando di capire attraverso i pareri degli esperti e i reportage dei giornalisti, oppure parlandone più volte con amici e conoscenti; altri, come me, con un bisogno irrefrenabile di prendere carta e penna e mettersi a scrivere.
Sono uno psichiatra, in fondo e, come se non bastasse, anche uno scrittore dilettante. Ho seguito con attenzione i pareri dei colleghi sul caso di Cogne e più ne ascoltavo, più mi convincevo che la nostra scienza non è in grado di fornirne soluzioni adeguate, così come quella investigativa si è rivelata incapace di scovare la scucitura segreta che rivelasse l’identità dell’assassino, il che avviene, purtroppo quasi sempre, solo nei romanzi.
La morte violenta del piccolo Samuele ha infatti rappresentato una svolta storica nella storia della criminologia; per la prima volta, su un caso di omicidio apparentemente semplice e in cui la madre era l’unica indiziata alternativa allo sconosciuto Uomo Nero, si sono concentrate in modo martellante le attenzioni dei mezzi di comunicazione di massa. Per la prima volta, a fronte dell’involontaria manomissione iniziale della scena del crimine, si è tentato in modo ossessivo di sopperire con le spiegazioni psichiatriche all’incertezza e alla confusione degli indizi disponibili, ragionando sull’ipotetica psicopatologia del responsabile prima che questo fosse identificato, per delineare un profilo arbitrario la cui attendibilità non è mai stata confermata, neppure dopo che la presunta assassina è stata processata e condannata sia in Assise che in Appello.
Ce n’era abbastanza, insomma, per mettere in moto non soltanto i meccanismi della logica razionale, ma anche e soprattutto quelli emozionali e immaginativi che, a differenza dei primi, sono strettamente privati e individuali, proprio in quanto legati alle irripetibili esperienze di vita di ciascuno di noi. Come è possibile, allora, ripercorrere le vicende personali che supponiamo possano aver trasformato una persona psichicamente equilibrata in un’assassina, senza ricorrere a quella fantasia che, giorno per giorno, ci aiuta a dare un senso alle nostre esperienze?
Per gli psichiatri, i principali sistemi diagnostici sono l’osservazione del comportamento e il contatto verbale col paziente, ma sia l’uno che l’altro sono incompleti e fallaci. Il primo perché, il più delle volte, il comportamento viene riferito da terze persone e dunque filtrato attraverso l’ottica e l’esperienza dell’osservatore diretto; il secondo perché il paziente può deliberatamente omettere informazioni importanti su di sé, oppure aver perso la memoria e la consapevolezza di esperienze emotivamente incisive di cui sia lui che lo psichiatra non verranno mai a conoscenza.
Il caso di Cogne ha rappresentato, dunque, per la genesi di questo romanzo, soltanto uno stimolo esterno scatenante, che nulla ha a che vedere con le vicende dell’immaginaria protagonista se non la circostanza storica, lineare e agghiacciante, di un ipotetico infanticidio, il reato di sangue che più di ogni altro evoca una perentoria esigenza di giustizia.
Il meccanismo narrativo consente la ricostruzione di un percorso psichico individuale, immaginario ma non arbitrario, che attraverso eventi rimasti sepolti nel passato della protagonista e inaccessibili alla sua memoria, o comunque omessi perché ritenuti ininfluenti o non collegati, tenta di fornire al lettore una vaga idea di come, se non di perché, una persona da tutti giudicata normale potrebbe arrivare a commettere l’inconcepibile.
La verità giudiziaria ci consente oggi di affermare che la mamma di Cogne ha ucciso la sua creatura, ma se così è stato sono convinto che nessuno, nemmeno lei stessa, sia in grado di capirne la ragione, e questo contrasta in modo netto col nostro bisogno primario di causalità. Un angolo di Purgatorio è, forse, il tentativo di assecondare questa esigenza facendo ricorso alla fiction, laddove gli strumenti razionali della ricostruzione logica e storica si rivelano, purtroppo, inadeguati.


Giuseppe Magnarapa
UN ANGOLO DI PURGATORIO
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-829-8]
Pagg. 320 - € 20,00

http://www.edizionisolfanelli.it/unangolodipurgatorio.htm


sabato 1 marzo 2014

Presentazione: FLAIANO E D'ANNUNZIO di Giacomo D'Angelo (Pescara, Lunedì 3 marzo, ore 18:00)

Lunedì 3 Marzo, alle ore 18:00

presso la Libreria QUI ABRUZZO
Via E. De Amicis n. 1/5 - PESCARA

Presentazione del saggio di Giacomo D'Angelo

FLAIANO E D'ANNUNZIO
l'Antitaliano e l'Arcitaliano

Edizioni Solfanelli





Scheda del libro:

Dopo la morte, per almeno un trentennio, Gabriele d’Annunzio è stato per la cultura italiana il mostro da schiacciare. Alberto Arbasino aveva scritto di lui: «Cadavere in cantina fra i più ingombranti di tutte le letterature, di tutti i paesi, vilipeso, conculcato, negletto… vomitato con stizza… peggio ancora di Pound.» E, si potrebbe aggiungere, di Céline, di Hamsum, di Brasillach, di Mishima, di Bloy. Nessun altro scrittore, non solo in Italia, è stato bersaglio di una damnatio memoriae così estesa, di uno sport della demonizzazione tanto praticato, di un pregiudizio che ha relegato nell’oblio le imprese dell’uomo e i versi del poeta. «Nessuno ha mai suscitato tante inimicizie, nessuno ha mai avuto tanti denigratori sistematici», ha scritto G. A. Borgese.
Il vulcano del provincialismo italiota ha ricoperto di lava moraleggiante, snobistica, bigotta, ideologica, un artista letto e ammirato da Joyce, Proust, Hemingway, Musil, Valéry, James, Landolfi, Bianciardi, Manganelli. Una cortina di ipocrisia, un cordone sanitario, una sollevazione universale verso l’ingombrante, indigeribile, “infrequentabile” (Rossana Rossanda) poeta, hanno unito per lungo tempo letterati e gazzette, il nord illuminista e il sud sanfedista, l’Azione Cattolica e le Case della Cultura.
Non si sono estraniati da simile palude di conformismo i giornali per i quali scriveva Ennio Flaiano con rare eccezioni, come Leo Longanesi. Flaiano distingueva dannunziani e d’Annunzio: i primi li scansava, ne detestava stile e modi di vita; dell’altro, il suo compaesano, nato a pochi metri dalla sua casa nella Pescara non ancora unita a Castellammare, rileggeva e assaporava i madrigali estivi che gli rimandavano l’estate adriatica dell’adolescenza.
E ogni citazione che l’autore di Tempo di uccidere faceva del poeta di Alcyone rivelava un moto di simpatia, un empito fratellevole, un riconoscimento della sua grandezza. Senza fanatismi di idolatra, ma con serenità di giudizio. Il poeta Flaiano, che con La spirale tentatively ha scritto «la più bella lirica del 900»(Franco Cordelli), sapeva che «Alcyone è il libro generativo della lirica novecentesca e D’Annunzio il padre che occorre idealmente uccidere, ma con cui non si cessa di dialogare.» (Pietro Gibellini)



Giacomo D'Angelo
FLAIANO E D'ANNUNZIO
l'Antitaliano e l'Arcitaliano
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-704-8]
Pagg. 120 - € 10,00

http://www.edizionisolfanelli.it/flaianoedannunzio.htm

lunedì 24 febbraio 2014

Presentazione: LA SPIRALE DI GABELENTZ di Lucio D'Arcangelo (Pescara, venerdì 28 febbraio, ore 18:00)

Presentazione del libro

LA SPIRALE DI GABELENTZ
Morfologia e tipologia delle lingue
di Lucio D’Arcangelo
(Edizioni Solfanelli)

Venerdì 28 Febbraio, ore 18:00

Libreria Mondadori
Corso Vittorio Emanuele - PESCARA


Ne parleranno con l’autore
Giancarlo Giuliani e Marco Tornar

Moderatore: Marco Solfanelli




Lucio D'Arcangelo
LA SPIRALE DI GABELENTZ
Morfologia e tipologia delle lingue
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-773-4]
Pag. 120 - € 10,00

http://www.edizionisolfanelli.it/laspiraledigabelentz.htm

giovedì 20 febbraio 2014

Novità editoriale: LA PAROLA E L'IMMAGINE di Franco Ferrarotti (Edizioni Solfanelli)

Franco Ferrarotti
LA PAROLA E L'IMMAGINE
Note sulla neo-idolatria del secolo XXI 
Edizioni Solfanelli



Questo libro si occupa della crisi della parola e del trionfo dell’immagine. La parola è essenziale per il discorso razionale, intersoggettivo, analitico. L’immagine è seducente, sintetica, a volte ipnotica. Esalta l’emotività. I mezzi di comunicazione elettronica odierni vivono di immagini, sono fondamentali per il predominio dell’audiovisivo e per l’obsolescenza della lettura.
L’Autore non è un neo-luddista. Non si schiera contro l’innovazione tecnica in quanto tale. Semplicemente prende buona nota che i media non mediano, che adolescenti, giovani e giovani adulti, così appassionatamente devoti ai loro gadget elettronici, spesso non sono in grado di padroneggiare razionalmente il flusso torrentizio delle informazioni indiscriminate e di costruirsi una loro tavola delle priorità.
La tentazione, per i genitori indaffarati fuori casa, per insegnanti demotivati e per chiese deserte, è forte: si tende ad affidare ai media, eticamente irresponsabili, il difficile compito della socializzazione primaria. Nessuna meraviglia che le conseguenze, sotto gli occhi di tutti, siano una gioventù disorientata e una società tanto tecnicamente raffinata quanto umanamente imbarbarita, litigiosa, egocentrica, in cui non sono solo tramontate le ideologie globali; appaiono liquefatti anche gli ideali.



Franco Ferrarotti
LA PAROLA E L'IMMAGINE
Note sulla neo-idolatria del secolo XXI 
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-845-8]
Pagg. 112 - € 9,00

http://www.edizionisolfanelli.it/laparolaelimmagine.htm