"Incontro con l'Autore", rubrica di Anna Maria Pierdomenico. Intervista ad ADA FICHERA, autrice del saggio ARABA FENICE (Edizioni Solfanelli).
giovedì 2 luglio 2020
sabato 9 maggio 2020
Le Parole lette: LA GUERRA DI LIA di Silva Ganzitti (Edizioni Solfanelli)
Manuela Boccanera legge un brano del romanzo "La guerra di Lia" di Silva Ganzitti (Edizioni Solfanelli)
È il racconto di Lia, figlia sedicenne di Bartolo e Tina. La collina del Belvedere è il punto privilegiato delle sue riflessioni, nell’intrico di cespugli e nel fitto degli alberi — testimoni dei passaggi notturni — e nelle sue visioni del Nord, dove le montagne sono le fortezze della Resistenza.
Dell’arrivo della guerra non ci si accorge subito. È un lento srotolarsi di cambiamenti in peggio, con la miseria che sale e abbruttisce musi e animi. La campagna inaridita fatica a restituire frutti in cambio di sudore e il paese sembra sprofondare in un silenzio vischioso, cupo, dove poche voci impartiscono ordini in una lingua straniera.
Bartolo non sa cosa pensare, di chi fidarsi. Difendere la famiglia e la terra è il suo primo pensiero, eppure comprende che sotto quel vuoto di parole c’è qualcosa che brulica. Dapprima incerte, le sue domande lo aiutano a raccapezzarsi su quello che gli sta accadendo intorno: è uno scenario inquietante, nel quale Buja è solo uno dei tanti luoghi attraversati da cavalli cosacchi e dai loro carriaggi.
domenica 3 maggio 2020
Le Prole lette: IL GIORNO CHE NON C'È di Carla Dolazza (Edizioni Solfanelli)
Manuela Boccanera legge un brano del romanzo "Il giorno che non c'è" di Carla Dolazza (Edizioni Solfanelli).
Un incontro, un’immediata amicizia, e Jazz Fraser si trova a liberare il suo segreto raccontandolo a una estranea: l’amica trovata un giorno, per caso, durante un viaggio a Hong Kong.
Chi è Jazz? Perché conosce l’amore soltanto a quarantun anni?
L’amica, depositaria di pezzi sparsi della sua vita li ricompone e ne partecipa. Ma è Jazz l’unica protagonista o lo sono tutte le storie prima e intorno a lei?
In un settembre romano ancora dorato d’estate il racconto dipana, cadendo nelle mani della narratrice.
“Raccontare accendeva la luce in qualche angolo rimasto in penombra. [Jazz] stava per offrirmi di entrare in alcuni di quegli angoli, senza guidarmi nel percorso. E non sapevo perché. [...] Ora mi stava consegnando un segreto [...] per rendere giustizia a se stessa liberandosi di un peso, che se consegnato non sarebbe più sembrato tale.”
“[Ed io] mi trovavo ad avere le mani aperte in grembo, che man mano si riempivano di foglietti colorati: i giorni della sua storia. E mentre i foglietti cadevano nelle mie mani cambiavano colore e trovavano il posto che io avevo deciso.”
martedì 29 gennaio 2019
IMPERI DI POLVERE. Recensione di Lucia Vaccarella
Imperi
di polvere,
romanzo di Claudio Mauri, edito da Solfanelli, è stata la mia ultima lettura. A
partire dal prologo, come in una lenta ripresa cinematografica, vediamo
l’esercito americano avanzare “gigantesco Golem, babelico mosaico di genti
diverse” e occupare la città eterna, mentre l’armata del Reich arranca verso nord
schiacciata dallo spiegamento dei mezzi nemici. È da allora — questo il
messaggio di Mauri, instancabile ricercatore di documenti autentici anche se
scomodi — che simbolicamente nasce la civiltà globalizzata, perché i poteri
forti attraverso la Cia operano da subito per imporre l’egemonia culturale
degli States e linguistica degli inglesi. È così che si dominano cuore e anima
di popoli interi, spingendoli verso una cultura che non ha più il senso del
Sacro, in nulla. La catastrofe appare inevitabile, il Nuovo Mondo inghiottirà
il Vecchio, ma è anch’esso, forse, destinato a perire.
Il romanzo che ho finito in un giorno e
una notte perché non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine — a me lo
scrittore Mauri ha fatto quest'effetto — è un lavoro potente, coraggioso a cui
augurare lunga vita e fortuna. Perché cosa si chiede ad un libro?
Coinvolgimento, una scrittura fluida, sicura, personaggi ben tratteggiati. Ma
anche profondità, emozioni, riflessioni. Valori. Tutto questo l’ho trovato nell’ultima
fatica di Claudio Mauri. Bello lo stile, che rivela una sedimentata “frequentazione”
con la nostra lingua italiana — ed è il caso di dire Finalmente! In questo
panorama dolente di autori che esprimono attraverso il loro pressappochismo
paroliero l’adessità culturale priva di radici che li possiede.
Uno stile, dicevo, che sa aderire alle
scene diverse che si susseguono in capitoli sfalsati temporalmente. Si declina
infatti, in una gragnuola di parole taglienti e pochi verbi essenziali, come scabro e lapidario a dire situazioni terribili: “Nella luce spettrale di un
paesaggio cangiante e incerto, cadaveri insepolti, cani randagi scheletrici. In
bocca brandelli di carne umana. Passarono Argenta, Sant’Agata, altri paesi. Un
lungo riverbero tagliò la notte. La linea del fronte segnata da migliaia di
riflettori, muro di luce tra vincitori e vinti. Il monito cupo di artiglierie
lontane”; si fa stile più pieno e convulso, ma sempre dall’andamento
paratattico, in altri frangenti: “Il terreno gli mancò sotto ai piedi. Rotolò
lungo un pendio, sentì la carne martoriata dai rovi. Si fermò urtando con la
spalla il tronco di un albero. Stette immobile, il cuore che batteva alle
tempie, il respiro affannato. Nel buio quasi assoluto si toccò il viso, sentì
che era intriso di sangue, la tuta era lacera, quasi a brandelli.”
Stile sempre visivo, però, e capace di
improvvise distensioni liriche con squarci paesaggistici in cui ho ritrovato lo
scrittore del primo romanzo edito dalla Mursia, “La catena invisibile”,
purtroppo oggi introvabile, che mi aveva stregato: “Il mare era una distesa
immensa, il sole calante si copriva di nubi nere e un vento insidioso agitava
le acque. Le onde colpivano come schiaffi la prua della barca, la costa
appariva lontana, diademata dalle prime luci, irraggiungibile.”
Da sottolineare poi, stilisticamente
parlando, l’incipit del cap. XX su ragazzi intenti a penetrare in una scuola e
poi in fuga. In certi momenti qui la scrittura diventa onirica, surreale,
intrisa di magia e raggiunge le sue vette più alte. Il ritmo, dicevo, è serrato
e coinvolgente, c’è un uso scaltrito dei dialoghi, l'attenzione non viene mai
meno, anche se un minimo di conoscenza storica è auspicabile ci sia, nei
lettori. Ma anche se non ci dovesse essere, ci pensa lo scrittore a renderla
intellegibile e viva (la pagina dedicata a Piazza Loreto dopo la Liberazione è rivissuta
attraverso gli occhi di un protagonista), o a proporla in modo che non
travalichi mai o ingoi la vicenda narrata: quella di spie che si fronteggiano, le
une per creare in Europa una rete che ne salvaguardi le radici, la cultura, la
lingua e la storia, le altre per imporre un modello omologante e teso a
passivizzare i popoli.
Libro di spionaggio? Non solo, anche
d’amore e di amicizie, vere o tradite, di riscatti e contraddizioni nei personaggi
tratteggiati con mano sicura (valga per tutti il cameo di Oscar Tinnet con il
suo amore per gli animali e l'odio per gli uomini). Un romanzo coraggioso?
Forse. Un romanzo cinematografico? Sicuramente. (E sarebbe un film di successo.)
Di fantapolitica? Io lo trovo, ahimè, vero. Che poi è quello che solo gli
scrittori sanno fare. Trasmettere verità, intendo.
Mauri è un meticoloso ricercatore di documenti
autentici e occultati, accennavo prima. Anche di sole tracce che però hanno
un’evidenza di concretezza. Qui si parla solo di circostanze vere, quasi o del
tutto sconosciute. Andavano rivelate. Avrebbe potuto scrivere un saggio, ne ha
le competenze, ma ha preferito parlare anche al cuore del pubblico perché la
sola ragione non basta per colpire in modo totalizzante. Tutto vero dunque,
anche se i personaggi sono inventati e ci regalano una storia appassionante.
Ma quando la vicenda dei protagonisti si
opacizzerà nella memoria, rimarrà — e questo è il merito a mio avviso del libro,
che poi è il merito dei buoni libri — il ricordo fortissimo di una profonda
verità espressa, che squarcia un velo. Ed io già mi accorgo di ricomporre il
puzzle della nostra attualità in un modo diverso da ieri, e ne scopro la logica,
per quanto aberrante. Eppure. Ci sono alcune cose di Mauri scrittore appena
sussurrate, tali da sfuggire ai più, forse, che mi fanno pensare e sperare in
un’inversione di tendenza. Forse la catastrofe di questa nuova civiltà che
procede come un Titanic fuori controllo ci sarà. O c’è già stata, con la morte
dei fratelli Kennedy e il passaggio dai poteri dei Presidenti ai poteri forti
che condizionano le decisioni e sorti dell’umanità. O forse no. Nel prossimo
libro di Mauri lo scopriremo insieme e saremo, ne sono certa, tantissimi.
Lucia Vaccarella
Claudio Mauri
IMPERI DI POLVERE
Copertina di Vincenzo Bosica
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-121-5]
Pagg. 168 - € 14,00
http://www.edizionisolfanelli.it/imperidipolvere.htm
giovedì 25 ottobre 2018
Novità: Rodo Santoro IL MISTERO DELLA TOMBA DI FEDERICO II
Il primo è relativo all’infanzia e alla prima giovinezza che Federico trascorse a Palermo, allora capitale del Regnum Siciliae. La ricostruzione di questo periodo viene fatta sia sulla cronaca lasciataci da uno dei suoi precettori, Guglielmo Francesco, sia sulla diretta conoscenza — da parte dell’autore — dei luoghi e degli edifici che, con molta probabilità, furono frequentati dal giovane Federico.
Il secondo attiene al mistero che avvolge la sepoltura dell’Imperatore. Prima il sequestro — da parte di Federico — del sontuoso sarcofago di porfido rosso fatto realizzare per se dal nonno materno, cioè Ruggero II Altavilla, poi l’uso successivo dello stesso sarcofago per seppellirvi altri due esponenti della monarchia siciliana dei quali uno è stato sempre identificato come donna. Ma non si sa chi fosse.
Al mistero tutt’ora irrisolto sull’identità di questa donna l’autore propone una soluzione. Questa è stata elaborata sia sulla rilettura delle relazioni coeve alle ispezioni dei cadaveri effettuate nel corso dei secoli sino ad oggi, sia sulla peculiare osservazione delle diverse sistemazioni delle sepolture regie effettuate in occasione dei rimaneggiamenti storici delle stesse nel corso di lavori che hanno interessato la Cattedrale di Palermo e il suo “Cimitero dei Re”.
Rodo Santoro
IL MISTERO DELLA TOMBA DI FEDERICO II
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-107-9]
Pagg. 192 + 8 ill. a c. - € 18,00
http://www.edizionisolfanelli.it/ilmisterodellatomba.htm
Il secondo attiene al mistero che avvolge la sepoltura dell’Imperatore. Prima il sequestro — da parte di Federico — del sontuoso sarcofago di porfido rosso fatto realizzare per se dal nonno materno, cioè Ruggero II Altavilla, poi l’uso successivo dello stesso sarcofago per seppellirvi altri due esponenti della monarchia siciliana dei quali uno è stato sempre identificato come donna. Ma non si sa chi fosse.
Al mistero tutt’ora irrisolto sull’identità di questa donna l’autore propone una soluzione. Questa è stata elaborata sia sulla rilettura delle relazioni coeve alle ispezioni dei cadaveri effettuate nel corso dei secoli sino ad oggi, sia sulla peculiare osservazione delle diverse sistemazioni delle sepolture regie effettuate in occasione dei rimaneggiamenti storici delle stesse nel corso di lavori che hanno interessato la Cattedrale di Palermo e il suo “Cimitero dei Re”.
Rodo Santoro
IL MISTERO DELLA TOMBA DI FEDERICO II
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-107-9]
Pagg. 192 + 8 ill. a c. - € 18,00
http://www.edizionisolfanelli.it/ilmisterodellatomba.htm
giovedì 18 ottobre 2018
Novità: IL CARLISMO
Questo testo rappresenta la Summa della dottrina tradizionalista.
Esso costituisce il frutto di un intenso e rigoroso lavoro intellettuale finalizzato a far conoscere i risultati di un’accurata ricerca storico-teoretica e a definire un corpo dottrinale di sicura ortodossia tradizionalista e di notevole impegno morale che potesse costituire il punto di riferimento più sicuro per il Carlismo.
In questo ideario è considerata la problematica basilare del Carlismo, che si incentra nei quattro punti del suo programma-giuramento: Dios, Patria, Rey, Fueros.
Il retroterra culturale e ideale da cui muove la definizione di questi elementi è quello del pensiero cattolico tradizionale ispanico del quale il Carlismo rappresenta solo l’ultima fase.
Il Carlismo compendia tutti i requisiti necessari dottrinalmente per definire uno dei più forti, popolari e profondi movimenti politici che incontriamo nella storia contemporanea.
È, d’altra parte, un movimento difficile da comprendere e da spiegare. Le sue molteplici caratteristiche conducono facilmente alla confusione, se non vengono chiariti tre punti cardinali che lo definiscono.
Il Carlismo infatti è: Una bandiera dinastica: quella della legittimità; Una continuità storica: quella delle Spagne; Una dottrina giuridico-politica: quella tradizionalista.
Francisco Elías de Tejada
Rafael Gambra Ciudad
Francisco Puy Muñoz
IL CARLISMO
Introduzioni di Miguel Ayuso
e Paolo Caucci von Saucken
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-106-2]
Pagg. 184 - € 15,00
http://www.edizionisolfanelli.it/ilcarlismo.htm
Esso costituisce il frutto di un intenso e rigoroso lavoro intellettuale finalizzato a far conoscere i risultati di un’accurata ricerca storico-teoretica e a definire un corpo dottrinale di sicura ortodossia tradizionalista e di notevole impegno morale che potesse costituire il punto di riferimento più sicuro per il Carlismo.
In questo ideario è considerata la problematica basilare del Carlismo, che si incentra nei quattro punti del suo programma-giuramento: Dios, Patria, Rey, Fueros.
Il retroterra culturale e ideale da cui muove la definizione di questi elementi è quello del pensiero cattolico tradizionale ispanico del quale il Carlismo rappresenta solo l’ultima fase.
Il Carlismo compendia tutti i requisiti necessari dottrinalmente per definire uno dei più forti, popolari e profondi movimenti politici che incontriamo nella storia contemporanea.
È, d’altra parte, un movimento difficile da comprendere e da spiegare. Le sue molteplici caratteristiche conducono facilmente alla confusione, se non vengono chiariti tre punti cardinali che lo definiscono.
Il Carlismo infatti è: Una bandiera dinastica: quella della legittimità; Una continuità storica: quella delle Spagne; Una dottrina giuridico-politica: quella tradizionalista.
Francisco Elías de Tejada
Rafael Gambra Ciudad
Francisco Puy Muñoz
IL CARLISMO
Introduzioni di Miguel Ayuso
e Paolo Caucci von Saucken
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-106-2]
Pagg. 184 - € 15,00
http://www.edizionisolfanelli.it/ilcarlismo.htm
mercoledì 19 settembre 2018
Novità: IL DODECANESO ITALIANO 1912-1947 - Vol. III - De Vecchi, guerra e dopoguerra 1936-1947/50
Il governo del quadrumviro Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon (1936-1940) segnò per le isole egee un periodo di forte pressione da parte fascista e il tentativo di maggiore assimilazione all’Italia. L’entrata in guerra dell’Italia nel 1940 e l’attacco alla Grecia rimisero in questione il destino del Dodecaneso e i sentimenti filoellenici di molti suoi abitanti. Il governo in Egeo del generale Ettore Bastico e dell’ammiraglio Inigo Campioni fu seguito dall’occupazione tedesca dopo l’8 settembre 1943. Si ebbe quindi una situazione unica: un’amministrazione civile italiana, retta dal vicegovernatore Iginio Ugo Faralli, vista con diffidenza sia dai nuovi invasori sia dagl’isolani greco-ortodossi, in un territorio italiano sotto una dura occupazione militare germanica tagliato fuori da collegamenti diretti con l’Italia, mentre gli Ebrei nel 1944 venivano deportati e in gran parte sterminati dai nazisti e le isole vivevano una drammatica carestia sino al termine della guerra. Al periodo di amministrazione militare britannica (1945-1947) fece seguito la definitiva cessione del Dodecaneso alla Grecia, con la comunità italiana costretta ad abbandonare l’Egeo.
Luca Pignataro
IL DODECANESO ITALIANO
1912-1947
III - De Vecchi, guerra e dopoguerra
1936-1947/50
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-714-7]
Pagg. 504 - € 32,00
http://www.edizionisolfanelli.it/ildodecanesoitaliano3.htm
Luca Pignataro
IL DODECANESO ITALIANO
1912-1947
III - De Vecchi, guerra e dopoguerra
1936-1947/50
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-714-7]
Pagg. 504 - € 32,00
http://www.edizionisolfanelli.it/ildodecanesoitaliano3.htm
sabato 4 agosto 2018
mercoledì 1 agosto 2018
Novità: Giulio Alfano DEMOCRAZIA DELLA PARTECIPAZIONE
Partendo dall’analisi della crisi delle democrazie europee, il presente testo approfondisce la disamina della “democrazia della partecipazione” — soprattutto statunitense — alla luce delle riflessioni su metodi, strutture e programmi filosofico-politici dei principali pensatori occidentali.
Declinazione nuova del più vasto ambito semantico della democrazia contemporanea, Democrazia della partecipazione nasce dall’esperienza statunitense, soprattutto quella successiva al “New Deal” roosveltiano, e rappresenta una vera evoluzione rispetto alla tradizionale “democrazia del consenso” di antica ascendenza e conseguente alla rottura rivoluzionaria francese. Il rinnovamento delle esigenze sociali, inseparabile da quello dei partiti politici — l’unica garanzia per la terzietà del regime democratico — richiede un ruolo specifico dei corpi intermedi dello Stato.
Di fronte all’emergenza populista, la democrazia della partecipazione — già sperimentata in USA all’indomani del tramonto del “People Party” e delle esperienze maturate nel lontano 1828 — appare l’unica soluzione per uno sviluppo armonico della società, così da promuovere un vero umanesimo integrale fondato sulla libertà creaturale della persona.
Giulio Alfano
DEMOCRAZIA DELLA PARTECIPAZIONE
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-084-3]
Pagg. 176 - € 14,00
http://www.edizionisolfanelli.it/democraziadellapartecipazione.htm
Declinazione nuova del più vasto ambito semantico della democrazia contemporanea, Democrazia della partecipazione nasce dall’esperienza statunitense, soprattutto quella successiva al “New Deal” roosveltiano, e rappresenta una vera evoluzione rispetto alla tradizionale “democrazia del consenso” di antica ascendenza e conseguente alla rottura rivoluzionaria francese. Il rinnovamento delle esigenze sociali, inseparabile da quello dei partiti politici — l’unica garanzia per la terzietà del regime democratico — richiede un ruolo specifico dei corpi intermedi dello Stato.
Di fronte all’emergenza populista, la democrazia della partecipazione — già sperimentata in USA all’indomani del tramonto del “People Party” e delle esperienze maturate nel lontano 1828 — appare l’unica soluzione per uno sviluppo armonico della società, così da promuovere un vero umanesimo integrale fondato sulla libertà creaturale della persona.
Giulio Alfano
DEMOCRAZIA DELLA PARTECIPAZIONE
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-084-3]
Pagg. 176 - € 14,00
http://www.edizionisolfanelli.it/democraziadellapartecipazione.htm
lunedì 16 luglio 2018
sabato 12 maggio 2018
Novità: Claude Barthe STORIA DEL MESSALE TRIDENTINO
L’opera liturgica realizzata dal Concilio di Trento e dai papi successivi, fu la canonizzazione del culto romano per come aveva preso forma nel corso del Medioevo. L’autore ha scelto di focalizzare la sua attenzione sul periodo posteriore a questa canonizzazione, tracciando una panoramica approfondita che va da Pio V a Giovanni XXIII. La parte iniziale del presente lavoro è dedicata allo studio della messa romana a partire dalle sue origini, nell’ultima, si sottolinea invece la stupefacente sopravvivenza, dopo il Vaticano II, del messale tridentino, che è poi arrivato ad essere definitivamente riconosciuto dall’autorità romana. L’autore giunge infine alla conclusione che la storia del messale tridentino è ancora ben lontana dal poter essere archiviata.
Questo lavoro costituisce dunque un compendio, il più completo possibile, di una storia liturgica di cui la linearità generale prelude a stupefacenti nuovi sviluppi.
Claude Barthe
STORIA DEL MESSALE TRIDENTINO
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-057-7]
Pagg. 200 - € 16,00
http://www.edizionisolfanelli.it/storiadelmessaletridentino.htm
Questo lavoro costituisce dunque un compendio, il più completo possibile, di una storia liturgica di cui la linearità generale prelude a stupefacenti nuovi sviluppi.
Claude Barthe
STORIA DEL MESSALE TRIDENTINO
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-057-7]
Pagg. 200 - € 16,00
http://www.edizionisolfanelli.it/storiadelmessaletridentino.htm
Novità: Marina Alberghini IL VIZIO DI ESSERE UOMINI
Gli scritti di medicina sociale e d’igiene di Louis-Ferdinand Céline quando era anche il dottor Destouches sono una vera bomba. Si parla sempre dei pamphlet politici di Céline ma quelli sanitari sono egualmente potenti, semisconosciuti, introvabili dal 1970 e inediti in Italia. Negli anni Trenta furono cassati dal potere della Società Delle Nazioni finché egli ne fu, alla fine, cacciato. Sono tutte proposte rivoluzionarie all’epoca, tanto che alcune vengono applicate o discusse solo ora. Rientrano dunque a buon titolo nei pamphlet e mettono a nudo un suo aspetto sconosciuto ai più. Come anche la sua denuncia della situazione sanitaria dell’URS sotto Stalin, inedita perché proibita la pubblicazione dal 1944, che vede anch’essa qui la luce per la prima volta.
La sua passione per la medicina durò tutta la vita, superiore a quella della letteratura, come diceva lui stesso, e qui ne ripercorriamo le tappe assieme a questi introvabili documenti, in un “viaggio” di lotta e di avventura come fu tutta la sua vita, spesa in difesa della Verità. Che era quella “agonia che non finisce mai”, come diceva sempre. Che lo portò a lasciare una prestigiosa carriera di “barone” della medicina per divenire medico di banlieue, ossia dei poveri.
Marina Alberghini
IL VIZIO DI ESSERE UOMINI
I pamphlet sanitari, la lotta contro le baronie mediche
e le Organizzazioni Sanitarie, nella vita di un medico controcorrente:
Louis-Ferdinand Céline
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-069-0]
Pagg. 208 - € 15,00
http://www.edizionisolfanelli.it/ilviziodiessereuomini.htm
La sua passione per la medicina durò tutta la vita, superiore a quella della letteratura, come diceva lui stesso, e qui ne ripercorriamo le tappe assieme a questi introvabili documenti, in un “viaggio” di lotta e di avventura come fu tutta la sua vita, spesa in difesa della Verità. Che era quella “agonia che non finisce mai”, come diceva sempre. Che lo portò a lasciare una prestigiosa carriera di “barone” della medicina per divenire medico di banlieue, ossia dei poveri.
Marina Alberghini
IL VIZIO DI ESSERE UOMINI
I pamphlet sanitari, la lotta contro le baronie mediche
e le Organizzazioni Sanitarie, nella vita di un medico controcorrente:
Louis-Ferdinand Céline
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-069-0]
Pagg. 208 - € 15,00
http://www.edizionisolfanelli.it/ilviziodiessereuomini.htm
martedì 24 aprile 2018
Novità: Raffaella Antinucci COME LEGGERE EMMA
Uno dei capolavori della letteratura mondiale, Emma (1816) non si sottrae a nuove letture sia nella sua veste di classico sia perché segna un’importante svolta nella tradizione romanzesca, riscattandola dal pregiudizio morale ed estetico con cui era guardata all’inizio dell’Ottocento. Quasi privo di un intreccio che possa dirsi tale ma lodato per il suo realismo, il romanzo coraggiosamente postula una lettura ripetuta in cui l’universo semantico è svelato al lettore per gradi, in un crescendo interpretativo sempre più complesso. Nella sua attività di match-maker, Emma Woodhouse, al pari della sua creatrice, è una tessitrice di mondi e di storie che tuttavia, alla verifica dei fatti, si riveleranno illusorie e fallaci. Coinvolgendo il lettore in una sfida ermeneutica stimolata da un continuo esercizio di creativa fallibilità sottratto all’usura del tempo, l’eroina eponima prefigura un ritratto autoironico della stessa Jane Austen.Nella consapevolezza che la polisemia, insieme alla rilettura, è inscritta nello statuto narrativo del testo, Come leggere “Emma” indaga alcuni degli aspetti innovativi dell’architettura formale e della caratterizzazione spesso trascurati proprio in ragione dell’opera di occultamento condotta da Austen. L’effetto di realtà tributato a Emma procede infatti da una sofisticata maestria stilistica in cui, grazie all’apprendistato parodico, l’intreccio delle voci, il ventriloquismo e le forme dell’indirection compongono una scrittura allusiva e “opaca”, costruita sulla poetica dell’ellissi e della lacuna. Lo studio esplora la natura versatile e pervasiva del paradigma del lacunoso – a livello diegetico, gestuale, linguistico e (meta)letterario – e la rinegoziazione di nuovi e antichi modelli di idealità maschile quali elementi nodali che attestano la portata rivoluzionaria del romanzo. In questo senso Emma viene interpretato anche come una riflessione sul funzionamento e sull’essenza stessa della letteratura.
Raffaella Antinucci
COME LEGGERE EMMA
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-066-9]
Pagg. 208 - Euro 15,00
http://www.edizionisolfanelli.it/comeleggereemma.htm
sabato 17 marzo 2018
venerdì 2 febbraio 2018
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