domenica 14 settembre 2014

Poker d’Assi per SCARPETTE BIANCHE di Arturo Bernava (Edizioni Solfanelli)

Domenica 14 settembre 2014, Arturo Bernava, con il romanzo SCARPETTE BIANCHE (Edizioni Solfanelli), ha vinto anche il premio internazionale “Thesaurus”, organizzato dal Cenacolo internazionale letterario “Altre Voci”. Lo scrittore è stato premiato da Alessandro Quasimodo, personaggio di spicco della vita culturale italiana (e non solo per l’illustre parentela), nel corso di una suggestiva cerimonia svoltasi sull’isola di Albarella, alle foci del Po.
Il romanzo "Scarpette bianche" ha vinto già tre concorsi: il Premio dell'Editoria Abruzzese "Città di Roccamorice" 2014, il Premio internazionale "Martucci - Valenzano" (BA) e il premio Nazionale di Poesia "Mario Arpea" organizzato dal Comune Rocca di Mezzo (L'Aquila).
Inoltre è giunto secondo nei concorsi: Premio Parco Majella di Abbateggio (PE) e al Premio “V terre, golfo dei Poeti” di La Spezia. Infine è stato finalista nei concorsi “Scriviamo insieme” di Roma e al Premio "San Domenichino" di Massa (MS).


http://www.edizionisolfanelli.it/scarpettebianche.htm

sabato 13 settembre 2014

SE L'IMMAGINE PREVALE SULLA PAROLA (La Repubblica, 13/09/2014)

LA PAROLA batte l'immagine e supera la musica perché è suono, ma anche significato.
(da "La parola e l'immagine" di Franco Ferrarotti — Solfanelli, 2014 — pag. 18) * * *

Nella società della comunicazione in cui — più o meno consapevolmente — siamo immersi ogni giorno, sappiamo ormai che l'immagine tende sempre più a prevalere sulla parola. Lo sanno bene i politici, e non solo quelli nostrani, che infatti privilegiano l'una sull'altra: l'apparenza sulla sostanza; il look sul ragionamento; la trovata o l'effetto mediatico sui contenuti e perfino sui valori.
Non è tutta colpa della televisione, sebbene questa abbia certamente la maggior parte di responsabilità. Ma, piaccia o no, è un dato di fatto e non serve a nulla recriminare. Semmai può essere più utile riflettere sui vari aspetti di questo fenomeno, anche per adottare qualche antidoto, per difendere la propria identità e autonomia culturale, per salvaguardare il primato della ragione rispetto all'emotività e alla superficialità.
È proprio quello che aiuta a fare il prezioso volumetto del sociologo Franco Ferrarotti, citato all'inizio di questa rubrica e fresco di stampa, che reca un invitante sottotitolo: "Note sulla neo-idolatria del secolo XXI". Da una parte, appunto, la crisi della parola; dall'altra, il trionfo dell'immagine. Non si tratta soltanto della società dello spettacolo. "È la società — osserva l'autore — in cui sono crollate le ideologie e con esse si sono liquefatti anche gli ideali, il vincolo logico, il principio di non contraddizione, la consecutio temporum , la regola della coerenza".
La parola, dunque, come mezzo fondamentale per comunicare un concetto o un'idea; per articolare un ragionamento; per elaborare un'opinione, una teoria o un programma; e infine per confrontarsi con gli altri in un rapporto dialettico. L'immagine, invece, come strumento per trasmettere un'impressione, una suggestione, un imbonimento. A ben vedere, è la differenza che passa nel campo dell'informazione tra i giornali, di carta o elettronici, e quel grande persuasore occulto che è la televisione. E naturalmente, sul piano culturale, comprende anche i libri.
Nel suo "Intervento" editoriale, il sociologo insiste in particolare sul valore della parola come "voce e suono e senso". E avverte: "Ritenere che l'immagine, nel suo maestoso mutismo, possa soppiantare totalmente — nel prossimo futuro — il suono puro, vale a dire il semplice suono, prescindendo dall'eventuale significato è una perdita secca, forse irreparabile". Ne fa esperienza chi frequenta abitualmente i social network, da Twitter a Facebook, scontando la difficoltà di scambiare idee e opinioni attraverso la parola scritta, a distanza, nell'immediatezza della comunicazione istantanea e nella ristrettezza degli spazi, con il rischio dell'equivoco e della polemica sempre in agguato.
Il saggio di Ferrarotti contiene alla fine un inno alla lettura, intesa come esercizio personale di emancipazione e di gratificazione. Non a caso il sociologo cita i dati sconfortanti dell'Istat secondo cui il 94,9% degli italiani guarda la tv, il 59% ascolta la radio, il 56,6% legge quotidiani e appena il 44% legge libri. A suo avviso, però, "il libro non è morto"; "va riscoperto e analizzato il piacere della lettura". E non c'è dubbio che anche i media dell'immagine, a cominciare dalla televisione e in particolare da quella pubblica, potrebbero fare molto di più per diffondere e alimentare questa sana abitudine collettiva.
"Leggere — conclude Ferrarotti — è dunque un'attività che non fa rumore, salvo forse il lieve frusciare del voltare le pagine, ma è tutt'altro che un'attività puramente passiva". C'è infatti il "piacere della lettura", come scoperta, avventura, analisi del mondo circostante e come auto-analisi. E c'è anche "la fatica di leggere", cioè l'impegno, l'applicazione che "può giungere all'autochirurgia, al riorientamento profondo di sé e della propria vita". Vale per il libro e può valere in qualche misura per i giornali, quotidiani e periodici, che fanno informazione e opinione alimentando così la coscienza critica dei cittadini.
( sabato@ repubblica. it)
Giovanni Valentini


lunedì 8 settembre 2014

Presentazione: EUROPA SENZA STATUALITÀ di Francesco Petrillo (Roma, Mercoledì 17 settembre, ore 19.00)

Mercoledì 17 settembre 2014 alle ore 19.00

presso il Circolo Canottieri Lazio
Lungotevere Flaminio n. 25/A - Roma

presentazione del libro di FRANCESCO PETRILLO

EUROPA SENZA STATUALITÀ

Edizioni Solfanelli


Relatori: il dott. Marcovalerio Pozzato e il prof. Enzo Scotti

Sarà presente l'Autore






    Il volume è costruito sul rapporto tra alcuni studi dell’Autore pubblicati negli anni Novanta del secolo scorso — che preconizzavano quanto sarebbe accaduto in seguito — e le attuali vicende concernenti la crisi politica, prima ancora che economica, dell’Europa unita. E dà conto di quanto le questioni economiche abbiano finito per fare trascurare la quantità di cemento necessaria a reggere i pilastri fondamentali, non fissati adeguatamente e a tempo debito, di una possibile Unione europea.
Emerge, dall’ordito della trattazione, come, negli ultimi venti anni, le tematiche trattate dagli studiosi di cose giuridiche e politiche abbiano finito per destare un interesse marginale e per non incidere sulle dinamiche teorico-pratiche dell'Unità europea, da un lato perché surclassate dalla prevalenza che si è dovuto, ma soprattutto voluto, dare alle relazioni economico-finanziarie tra gli Stati dell'Unione, da un altro lato perché la stessa prassi politico-giuridica si è gradatamente sempre più fatta da parte rispetto all’intervento nel decision-making tra gli Stati europei e non solo.
Completa il volume, in appendice, l’intervento di un giurista latino-americano, sviluppato proprio a partire dalla lettura dei saggi di Petrillo, riportati nel libro. Il saggio di Carmine Romaniello, volutamente conservato nella lingua di origine, mostra al lettore italiano, quanto il problema europeo, dal punto di vista giuridico e politologico, prima ancora che politico, vada posto all’interno di una dimensione globale.

Francesco Petrillo
EUROPA SENZA STATUALITÀ
L’essere umano dei diritti nell’integrazione tra i popoli globalizzati
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-850-2]
Pagg. 200 - Euro 14,00

http://www.edizionisolfanelli.it/europasenzastatualita.htm

domenica 27 luglio 2014

Premio dell’Editoria Abruzzese - Città di Roccamorice (sabato 2 e domenica 3 agosto 2014)

Sabato 2 e Domenica 3 agosto 2014, presso la Sala Teatrale Comunale "don Donato Bianco" di ROCCAMORICE, si svolgerà la manifestazione conclusiva del Premio dell'Editoria Abruzzese "Città di Roccamorice", a cura dell’Associazione Editori Abruzzesi e del Comune di Roccamorice.

La Giuria del Premio ha scelto le opere Finaliste e Vincitori delle 2 Sezioni del Premio: a) Libro di autore abruzzese di Narrativa – Poesie – Saggistica; b) Libro di autore non abruzzese di Narrativa – Poesia – Saggistica.
Sabato 2 agosto, nel corso di un incontro pubblico verranno presentati i 2 autori Vincitori della Sezione b) del Premio. A seguire i 9 autori abruzzesi finalisti della Sezione a) presenteranno le loro opere e la Giuria ne trarrà elementi per stabilire la classifica finale.
La proclamazione dei Vincitori delle Sezioni dedicate agli Autori abruzzesi avverrà al momento della cerimonia di premiazione di Domenica 3 agosto.

Nel corso della Manifestazione, domenica 3 agosto 2014 alle ore 17:30, l'Associazione degli Editori Abruzzesi assegnerà i "Premi perla promozione e diffusione della cultura e della editoria abruzzese 2014" a cinque personalità che nel corso del biennio 2013-2014 si sono distinte per particolari meriti.

Inoltre il Comune di Roccamorice assegnerà il Premio per laCultura "Città di Roccamorice" 2014, con la seguente motivazione: «Per l'eccezionale profilo di studioso e per il ruolo di coscienza critica della comunità abruzzese assunto negli anni con ineguagliabile autorevolezza e indipendenza di giudizio», allo storico RAFFAELE COLAPIETRA.
Il riconoscimento verrà consegnato da Alessandro D'Ascanio (Sindaco di Roccamorice) e Marco Solfanelli (Presidente dell'Associazione Editori Abruzzesi), domenica 3 agosto 2014 alle ore 18:00.

In conclusione di ciascuna serata sono previsti 2 concerti.

La presentazione dell'intera Manifestazione sarà condotta, come lo scorso anni, da Elena Costa.




PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE


Sabato 2 Agosto 2014

ore 17,30 Saluti istituzionali e Presentazione del Premio

ore 18,00 Incontro con i 2 autori vincitori della sezione b) Libro di autore non abruzzese

ore 18,30 Incontro con i 9 autori finalisti della sezione a) Libro di autore abruzzese

ore 20,30 Brunch letterario (Euro 10,00)

ore 21:30 Concerto di Alfredo SCOGNA: SERENATE A MAMME. Performance musicale sulle poesie di Modesto Della Porta



Domenica 3 Agosto 2014

ore 17,30 Saluti istituzionali e Presentazione del Premio

ore 18,00 Cerimonia di consegna del Premio per la Cultura "Città di Roccamorice" 2014

ore 18,15 Cerimonia di consegna del "Premio per la promozione e diffusione della cultura e dell’editoria abruzzese"

ore 18,30 Cerimonia di Premiazione dei vincitori e finalisti delle due sezioni del Premio

ore 20,30 Brunch letterario (Euro 10,00)

ore 21,30 Concerto THE OPERA FATAL con Niccolò Pelusi, Dario Ricchizzi, Maria Cristina Solfanelli e Yuri Sablone



Sala Teatrale Comunale "don Donato Bianco"
Tel. 085 8572132 – Fax 085 8572358 – comune.roccamorice@tin.it




giovedì 17 luglio 2014

Francesco Ippoliti, l’anarchico amico di Ignazio Silone (di Giuseppe Brienza)

Intervista al nipote, Luigi Gagliardi, che ne ha curato i diari negli anni del Regime
Fra i pochi che in Italia hanno denunciato durante il XX secolo, in modo deciso e documentato, i crimini e le stragi perpetrate in URSS vi è senza dubbio Eugenio Corti (1921-2014), l’indimenticabile autore de “Il cavallo rosso”, morto il 5 febbraio scorso. Lo scrittore lombardo, riprendendo la testimonianza diretta del dissidente sovietico Vassili Grossman, rievocò per esempio l’uccisione, durante i lunghi anni della dominazione staliniana, di migliaia di comunisti italiani sia durante la guerra civile spagnola sia di quelli “rifugiatisi” in quegli anni nella “madre-patria” sovietica (cfr. Eugenio Corti, L’epoca di Paolo VI, Marino Solfanelli editore, Chieti 1978).
UN ANARCHICO ABRUZZESE AL CONFINO FASCISTA
Da una vicenda biografica recentemente emersa, quella di Francesco Ippoliti (1865-1938), medico abruzzese, negli anni ‘30 confinato prima a Pantelleria poi a Lipari dal Regime per la sua attività, anche pubblicistica, di militanza anarchica, emerge la “mitezza” delle tanto denunciate prigioni del Regime, la quale cozza con l’esito di tortura e morte avuto dai nostri connazionali che, illudendosi di trovare “rifugio” dal fascismo in URSS, hanno spesso fatto lì una davvero gran brutta fine.
Dalla vita di Ippoliti, ricostruita per la prima volta dal nipote Luigi Gagliardi (cfr. Francesco Ippoliti. Diari di un confinato politico degli anni ’30Solfanelli, Chieti 2014, pp. 85 – € 8,00), anch’egli medico e militante politico (è stato per un decennio segretario nazionale della Consulta per i problemi etico-religiosi di Alleanza Nazionale), si rilevano dati biografici e documentali che contribuiscono, in parte, a spiegare la dolorosa vicenda di quanti, come suo zio, per la loro ideologia hanno pagato un prezzo doloroso ma, qualitativamente e quantitativamente, non paragonabile a quanto sarebbe loro toccato se la rivoluzione che auspicavano avesse trionfato anche in Italia.
INTERVISTA AL PROF. GAGLIARDI
D. Chi era Francesco Ippoliti?
R. Era un generoso medico chirurgo di San Benedetto dei Marsi, frazione del comune di Pescìna (L’Aquila), chiamato da noi parenti e familiari lo “zio Francesco”. Permanentemente scapolo, affermava di non aver voluto mai metter su famiglia ha per non volerla coinvolgere nei guai e nei fastidi che le avrebbe provocato a causa delle sue idee e della sua attività politica.  Anarchico convinto e battagliero, soprattutto per tale motivo aveva avuto noie con la giustizia anche prima del fascismo. Il quale fascismo gli aveva comminato in due occasioni due periodi di soggiorno obbligato a Pantelleria ed a Lipari ma, in verità, in entrambe le volte lo aveva raggiunto con provvedimenti di sospensione, di riduzione della pena e di richiamo al proprio domicilio in San Benedetto. Francesco Ippoliti era veramente uno spirito vivace ed indipendente. Medico appassionato, si era laureato in quella Napoli di fine ‘800 che per l’Abruzzo era, più che Roma, la meta dei giovani in cerca di sapere e, qualche volta, di fortuna.
L’AMICO E “MAESTRO” DI IGNAZIO SILONE
D. Ci parli dell’amicizia di suo Francesco Ippoliti con Ignazio Silone (1900-1978).
R. Il grande saggista e romanziere abruzzese, era compaesano di Pescìna, dove era nato il 1º maggio di 35 anni prima rispetto allo zio. Molto più giovane di lui, lo aveva come amico stimato e quasi come maestro. Infatti, Silone lo menziona in più di qualche sua pubblicazione riferendone lo spirito acuto e la disposizione al sacrificio.
D. Come nascono i Diari di un confinato politico degli anni ’30?
R. I due diari di Francesco Ippoliti che presento, intitolati il primo La deportazione. Sei mesi e mezzo di sofferenze fisiche e morali 19 novembre 1926-6 giugno 1927 – Pantelleria e, il secondo La deportazione Sette mesi e mezzo di dimora a Lipari 30 settembre 1927 12 maggio 1928, sono sempre stati custoditi nel mio archivioOra ho deciso di riproporli, perché sono testi, scritti a penna su due fascicoli di carta comune, nei quali lo zio descrive le sue sofferenze con animo che sembra distaccato e con frasi proprie di un medico, ma che possono assumere un interesse ed un significato generale anche per comprendere equanimemente il periodo del Ventennio.
D. Ma Ippoliti non mostra disprezzo verso le autorità del Regime?
R. Salace nel manifestare critiche, lo zio in realtà non esprime parole irriguardose verso chicchessia. Non mancano, anzi sono frequenti, brani di delicata descrizione dei luoghi certamente incantevoli, come sono quelli delle isole del mediterraneo, oltre a veri e propri componimenti poetici. Da quanto scrive, poi, si capisce che egli non poteva essere così povero come le compiacenti informazioni della polizia e dei carabinieri lo descrivevano per fornire attenuanti alla sua indomita attività sovversiva.
D. Ci parli dell’attività di anarchico di Ippoliti.
Autore di numerosi manifesti, ballate e proclami coi quali incitava al riscatto i contadini del Fùcino, lo zio assumeva talvolta il ruolo del tribuno in veementi discorsi rivolti soprattutto ai lavoratori più poveri. La sua vena polemica emerge in poemetti di aspro e salace contenuto, basti ricordare il titolo di qualcuno di essi come I faccendieri o I farabutti, rivolti contro i ricchi e potenti dell’epocaPiù volte consigliere comunale, una sua costante era l’azione per l’autonomia di San Benedetto dal Comune di Pescìna secondo la tipica visione degli anarchici che ritengono di trovare nelle autonomie locali la via della libertà.
SULLA SCIA DE “L’ASINO” DI GUIDO PODRECCA
Una striscia del settimanale satirico L'Asino
D. Quale fu la formazione politico-culturale ricevuta da questa figura così particolare di anarchico?
R. Se guardiamo alla sua libreria, che a me bambino sembrava davvero imponente, ricordo le collezioni rilegate in più volumi di vari periodici come la Rivista Popolare di Napoleone Colaianni (1847-1921), oppure quelle opere “enciclopedistiche” che ne denunciavano la formazione illuministica come il Dizionario di Cultura Generale in due grossi volumi editi da Vallardi. Non mancava poi l’aspetto anti-clericale, con la collezione dell’Asino, rivista satirica filo-socialista stampata a Roma dal 1892 al 1925 diretta da Guido Podrecca (1865-1923). Insomma, come non molti altri “idealisti” come lui, lo zio Francesco cercò durante tutta la sua vita una “salvezza terrena” che, inevitabilmente, non poteva che finire nel suo opposto. Cioè in quei “paradisi in terra” che, in URSS come in ogni dove si sia realizzato il comunismo, hanno piuttosto dato luogo a quella che, ebbe efficacemente a definire fin dal 1985 l’allora cardinal Ratzinger, è stata e rimane «la vergogna del nostro secolo».




lunedì 30 giugno 2014

LA REGINA MAB di Percy Bysshe Shelley (Edizioni Solfanelli)

Percy Bysshe Shelley, oggi celebre soprattutto per le odi e i lunghi poemi composti nella troppo breve maturità della sua vita, negli anni fra il 1811 e il 1814 era noto nel Regno Unito come un rivoluzionario inarrestabile. Espulso da Oxford e ripudiato per le sue dichiarazioni atee, uno Shelley non ancora ventenne intraprese un vagabondaggio per l’Irlanda e il Galles, dove fu testimone dello sconcertante dislivello sociale. Questo bastò ad infiammare il suo animo, spingendolo a comporre il primo dei suoi poemi, La Regina Mab.
La regina delle fate di shakespeariana memoria compare sulla Terra per prendere con sé lo spirito di una fanciulla addormentata, Ianthe, al fine di mostrarle le tre epoche dell’umanità: il passato, il presente e il futuro. Le epoche passate e presenti traboccano di follia, sconvolte dagli istinti brutali e dalle guerre fratricide reiterate dall’uomo, oltre che dall’opportunismo spietato dei governanti e dalla cecità religiosa. Ma le dolci visioni del futuro confortano Ianthe: l’uomo apprenderà gradualmente a coltivare i doni innati del raziocinio, della fratellanza e della virtù, e creerà sulla Terra quella “realtà del Paradiso” cui il pianeta è destinato.
Scritto nella vulcanicità della sua gioventù, sotto l’influsso della dottrina della perfettibilità di William Godwin, La Regina Mab subì dure critiche da parte degli ambienti conservatori; ma anche per questo finì per rappresentare il manifesto poetico di tutte quelle teorie rivoluzionarie ancora acerbe nel pensiero di Shelley, ma destinate a dare i loro frutti più perfetti negli anni successivi. Suddivisa in nove canti in versi liberi, con un apparato di diciassette lunghe note, La Regina Mab ebbe un tale successo fra la working-class inglese da essere considerata la “Bibbia del Cartismo”, il movimento sociale basato sulla People’s Charter. Con questa traduzione, la prima e più dirompente opera di Percy Shelley viene resa oggi disponibile ai lettori italiani.


Percy Bysshe Shelley
LA REGINA MAB
a cura di Maria Laura Capobianco
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-865-6]
Pagg. 168 - € 13,00


http://www.edizionisolfanelli.it/lareginamab.htm

martedì 24 giugno 2014

Presentazione: Antologia dei Mondiali di Calcio del 1934 (Roccamorice, Domenica 29 giugno 2014 - ore 18.00)

Domenica 29 giugno 2014 - ore 18.00

presso Sala Teatrale Comunale "don Donato Bianco"
(edificio scolastico, ingresso Via Trieste)
ROCCAMORICE (PE)

presentazione del libro a cura di Alessandro D'Ascanio

CON L'ANIMO CHE VINCE OGNI BATTAGLIA
Antologia dei Mondiali di Calcio del 1934
(Edizioni Solfanelli)


Presenteranno: Alessandro D'Ascanio e Marco Solfanelli 






Il racconto in chiave epica, enfatica, nazionalista e ideologizzata del Campionato mondiale di calcio del 1934 attraverso una selezionata antologia di articoli coevi tratti da quotidiani, riviste e pubblicazioni dell’universo editoriale del Regime, in un gioco di rimandi allusivi tra gesta sportive e imprese politiche, primati calcistici e sfide diplomatiche che restituiscono adeguatamente il clima di mobilitazione degli anni trenta e le connessioni tra propaganda, investimento ideologico sullo sport e obiettivi politici del Fascismo.

Alessandro D'Ascanio (a cura di)
CON L'ANIMO CHE VINCE OGNI BATTAGLIA
Antologia dei Mondiali di Calcio del 1934
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-869-4]
Pagg. 128 - € 11,00

http://www.edizionisolfanelli.it/antologiamondiali1934.htm

lunedì 23 giugno 2014

Presentazione: UGO GROZIO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO di Vittorio Nazzareno Pasqua (ROMA, Venerdì 27 Giugno 2014 - ore 17.00)

Venerdì 27 Giugno 2014 - ore 17.00

presso la Confraternita di S. Giovanni Battista dei Genovesi
Via Anicia 12 - Trastevere - ROMA


presentazione del libro di Vittorio Nazzareno Pasqua

UGO GROZIO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

(Edizioni Solfanelli)


Introduce Alfonso Sapia, Presidente Accademia Culturale Europea
Saluto di Don Giovanni Cereti, Governatore Ecclesiastico Confr. SGBDG
Moderatore p. Taddeo Wojda, Sottosegretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli


Relatori:
Giulio Alfano, Docente di Etica Politica presso Università Lateranense
Phorst Seidl, Docente di Filosofia Teoretica presso Università Lateranense
don Andrea La Regina, Docente di Dogmatica

Sarà presente l'Autore e l'editore Marco Solfanelli








Durante i conflitti religiosi, che coinvolsero i Paesi Bassi ai primi del Seicento, il De Veritate religionis Cristianae, scritto da Grozio, ebbe subito il plauso e il compiacimento di coloro che stimavano importante il dialogo delle religioni ispirato soprattutto dal principio dell'ecumenismo, della tolleranza e del rispetto delle varie credenze. Il libro fu pubblicato in lingua volgare nel 1622 e in latino nel 1627. Fu, poi, tradotto in numerose lingue europee.
Il De Veritate, mette innanzitutto in evidenza i legami che intercorrono tra l'opera giuridica di Grozio più culturalmente incisiva e conosciuta e il suo pensiero teologico. Il dialogo della religioni specificatamente più evoluto nel nostro secolo, nella seconda parte del libro, pone al centro che Dio è salvezza e solo salvezza per tutti tenendo conto contemporaneamente, secondo il senso comune, della dottrina preminente della religione cristiana instituita da Cristo stesso, figlio di Dio, da cui è scaturito il dialogo del credente ispirato dal recente Catechismo della Chiesa Cattolica.


Vittorio Nazzareno Pasqua
UGO GROZIO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO
Presentazione di Czeslaw Rychlicki
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-856-4]
Pagg. 128 - € 10,00


martedì 10 giugno 2014

Conferenza di Fabrizio Di Lalla: LA COLONIZZAZIONE DEMOGRAFICA AL FEMMINILE IN AFRICA (Roma, venerdì 13 giugno, ore 18:00)


Il Circolo Tennis EUR


ha organizzato per 
venerdì 13 giugno alle ore 18:00

una conferenza di Fabrizio DI LALLA sul tema

Pagine di storia italiane dimenticate:

LA COLONIZZAZIONE DEMOGRAFICA AL FEMMINILE IN AFRICA


presenterà l'avv. Francesco Tassoni


Introduzione di Pietro Napoleoni


Nel corso dei lavori sarà intervistata DEBORA PARMESAN, sulla sua adolescenza in Eritrea







Fabrizio Di Lalla è autore delle seguenti opere pubblicate dalle Edizioni Solfanelli:

L'IMPERO BREVE
Vita e opere degli italiani in A.O.I. 
[ISBN-978-88-89756-64-5]
Pagg. 424 + 16 ill. - € 30,00

IMMAGINI DELL'IMPERO
Storia fotografica degli italiani in A.O.I.

[ISBN-978-88-7497-728-4]
Pagg. 336 + 16 ill. a col. - € 30,00

UN POSTO AL SOLE
La colonizzazione demografica in A.O.I.

[ISBN-978-88-7497-766-6]
Pagg. 440 - ill. - € 30,00

LE ITALIANE IN AFRICA ORIENTALE
Storie di donne in colonia

[ISBN-978-88-7497-834-2]
Pagg. 336 - ill. - € 30,00

http://www.edizionisolfanelli.it/fabriziodilalla.htm

mercoledì 4 giugno 2014

Presentazione: IMMAGINARIO DELLA COPPOLA STORTA di Filippo Di Forti (Roma, Lunedì 9 giugno 2014, alle ore 17:00)




Lunedì 9 giugno 2014, alle ore 17:00

presso la Casa delle Letterature
Piazza dell'Orologio n. 3
ROMA




Franco Ferrarotti e Marcelle Padovani


presentano il libro di Filippo Di Forti


IMMAGINARIO DELLA COPPOLA STORTA

Approccio psicoanalitico alla mafia



(Edizioni Solfanelli)



Interverranno l'Autore, Mario Sammarone e l'editore Marco Solfanelli

Scheda del libro:

La mafia è oscenità del potere, rifiuto del cambiamento e ha un viscerale rapporto con il territorio. Negazione del padre, sacralizzazione dell'immagine materna, mammasantissima, si struttura in una famiglia governata da un matriarcato perverso nella coesione tra fratelli per cui è nota anche come "fratellanza". Ribelle, conformista, fustigatore di costumi e, a un tempo, spacciatore di droga violento, feroce killer. Per il mafioso non ci sono spazi per i sentimenti, sostiene che per vivere ci vuole fegato. Le radici della mafia discoprono un immaginario della coppola storta, che rinasce sempre di nuovo da Maranzano a Matteo Messina Denaro.


Filippo Di Forti
IMMAGINARIO DELLA COPPOLA STORTA
Approccio psicoanalitico alla mafia 

Presentazione di Franco Ferrarotti
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-852-6]
Pagg. 176 - Euro 13,00

http://www.edizionisolfanelli.it/immaginariodellacoppola.htm

mercoledì 28 maggio 2014

Novità: LA REGINA MAB di Percy Bysshe Shelley (Edizioni Solfanelli)

Percy Bysshe Shelley
LA REGINA MAB
a cura di Maria Laura Capobianco
Edizioni Solfanelli



Percy Bysshe Shelley, oggi celebre soprattutto per le odi e i lunghi poemi composti nella troppo breve maturità della sua vita, negli anni fra il 1811 e il 1814 era noto nel Regno Unito come un rivoluzionario inarrestabile. Espulso da Oxford e ripudiato per le sue dichiarazioni atee, uno Shelley non ancora ventenne intraprese un vagabondaggio per l’Irlanda e il Galles, dove fu testimone dello sconcertante dislivello sociale. Questo bastò ad infiammare il suo animo, spingendolo a comporre il primo dei suoi poemi, La Regina Mab.
     La regina delle fate di shakespeariana memoria compare sulla Terra per prendere con sé lo spirito di una fanciulla addormentata, Ianthe, al fine di mostrarle le tre epoche dell’umanità: il passato, il presente e il futuro. Le epoche passate e presenti traboccano di follia, sconvolte dagli istinti brutali e dalle guerre fratricide reiterate dall’uomo, oltre che dall’opportunismo spietato dei governanti e dalla cecità religiosa. Ma le dolci visioni del futuro confortano Ianthe: l’uomo apprenderà gradualmente a coltivare i doni innati del raziocinio, della fratellanza e della virtù, e creerà sulla Terra quella “realtà del Paradiso” cui il pianeta è destinato.
     Scritto nella vulcanicità della sua gioventù, sotto l’influsso della dottrina della perfettibilità di William Godwin, La Regina Mab subì dure critiche da parte degli ambienti conservatori; ma anche per questo finì per rappresentare il manifesto poetico di tutte quelle teorie rivoluzionarie ancora acerbe nel pensiero di Shelley, ma destinate a dare i loro frutti più perfetti negli anni successivi. Suddivisa in nove canti in versi liberi, con un apparato di diciassette lunghe note, La Regina Mab ebbe un tale successo fra la working-class inglese da essere considerata la “Bibbia del Cartismo”, il movimento sociale basato sulla People’s Charter. Con questa traduzione, la prima e più dirompente opera di Percy Shelley viene resa oggi disponibile ai lettori italiani.


Percy Bysshe Shelley
LA REGINA MAB
a cura di Maria Laura Capobianco
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-865-6]
Pagg. 168 - € 13,00


http://www.edizionisolfanelli.it/lareginamab.htm

martedì 6 maggio 2014

Novità: M.S.I. E TERRORISMO NERO di Ivan Buttignon e Mattia Zenoni (Edizioni Solfanelli)

Ivan Buttignon e Mattia Zenoni
M.S.I. E TERRORISMO NERO
tra verità e montature
I collateralismi tra il partito neofascista
e le organizzazioni armate di estrema destra
Edizioni Solfanelli



Movimento Sociale Italiano e gruppi terroristici di matrice neofascista. Politicamente, amici o nemici? Convergenti o divergenti? Collaterali o scollegati? Le versioni sono duplici e spesso strumentalizzate. Da una parte l’antifascismo militante pretende di spacciare i missini per eversivi e il terrorismo nero come una costola del loro partito. Dall’altra la destra neo- ex- post- fascista che respinge ogni accusa e ribatte con il solito adagio: “noi dell’Msi non conoscevamo nessuno dei terroristi di estrema destra”.
Dove sta la verità? Dove si infrangono le accuse antifasciste e dove si confuta l’innocentismo missino? Due ottimi spunti sociologici di Ernst Nolte permettono di capire il fenomeno del presunto collateralismo Msi-eversione nera: il fascismo come l’altra faccia della medaglia del marxismo e il fascismo come contenitore solidale tra le diverse componenti. Questo contenitore solidale ben funziona negli anni di piombo, quando i neofascisti si aiutano reciprocamente e ogni organizzazione “nera” accoglie fuoriusciti di altre omologhe ma dagli obiettivi, strategie e ispirazione — atlantista, anarchica, autoritaria, totalitaria… — diverse.
Il libro procede con l’analisi di alcuni dei più importanti movimenti terroristici neri; indaga sulle loro stragi; riflette sulla politica del Movimento Sociale Italiano dalla sua nascita fino al celebre traghettamento di Fiuggi; incontra le personalità missine più importanti che incarnano le diverse anime. Considerando queste e altre logiche e informazioni (alcune sono inedite e provengono da interviste esclusive a Stefano Delle Chiaie e ai fondatori di Democrazia Nazionale on. Renzo de’ Vidovich e Giovanni Guarini), il saggio verifica l’eventuale coinvolgimento del partito di estrema destra rispetto alle stragi compiute (forse) dai movimenti terroristici politicamente contigui. Causa la segretezza, la pagina è ancora piuttosto buia. Tuttavia, le importanti rivelazioni e i ragionamenti proposto dal libro accendono qualche scintilla.



Ivan Buttignon insegna Comunicazione politica e Storia contemporanea all’Università degli Studi di Trieste. Conduce trasmissioni televisive dedicate alla politica, collabora stabilmente con “Il Fondo quotidiano”, con “Totalità”, con il sito di formazione personale “piuchepuoi.it” in cui si occupa di comunicazione efficace, fa il ghost writer e il formatore politico. Scrive di politologia: sia monografie ("Compagno duce. Fatti, personaggi, idee e contraddizioni del fascismo di sinistra", Milano 2010; "Il verde e il nero. Maccari, Malaparte, Soffici: i fascisti che anticiparono l’ambientalismo", Milano, 2011; "Gli spettri di Mussolini. La storia del fascismo raccontata attraverso i suoi simboli", Milano, 2012) che saggi scientifici.

Mattia Zenoni, classe 1988, nato a Seriate (BG), residente ad Albano Sant’Alessandro (BG), dottore magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste, dove ha ricoperto il ruolo di Responsabile del C.U.S. Trieste. Eletto nel 2007 a diciannove anni (il più giovane della regione Lombardia in quell’anno) Consigliere comunale con la lista “Lega Nord - Valori e Famiglia” nel Comune di Albano Sant’Alessandro, con delega all’ecologia e ai rapporti con le Forze dell’Ordine. Da anni studioso delle subculture della destra extraparlamentare.


Ivan Buttignon e Mattia Zenoni
M.S.I. E TERRORISMO NERO
tra verità e montature
I collateralismi tra il partito neofascista
e le organizzazioni armate di estrema destra
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-861-8]
Pagg. 192 - € 14,00

http://www.edizionisolfanelli.it/msieterrorismonero.htm